 L'ingresso della grotta, si troverà a circa 200 metri s.l.m. In quel momento non pensai di fare una foto ma affacciandosi da lì, si ha di fronte il mare.
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 Purtroppo questa è l'unica foto dell'interno che sono riuscito a fare in quanto all'improvviso dissero che era ora di andare e io, che avevo intenzione di dedicarmi alle foto solo dopo aver visitato la grotta, non riuscii più a farne. Provo a descrivere a parole le mie impressioni. A occhio direi che le dimensioni siano circa 60-70 metri di profondità per più o meno 40 metri di larghezza. L'altezza potrebbe essere stata di 16-17 metri. Dovrebbe avere origine carsica cioè si sarebbe formata dalla lenta erosione, praticata dall'acqua, del minerale calcareo di cui è fatta la roccia della montagna. Il pavimento è molto irregolare ed è difficile trovare un lenzuolo di superfice che sia in piano, ma forse questo è dovuto all'attività di scavo. Ci sono alcuni massi di notevoli dimensioni (uno si vede nella foto) e non è chiaro da dove vengano. Forse, ma è solo una mia ipotesi, può succedere che in centinaia di migliaia di anni, a causa dell'erosione, si stacchi un grosso pezzo di roccia dal tetto (vabbè, uno deve essere veramente sfigato per trovarsi giusto giusto nel posto sbagliato e nel momento sbagliato su centinaia di migliaia di anni). Di solito l'erosione dovrebbe generare le stalattiti ma i guardiani della grotta dicono che li hanno rubati. Verso il fondo la grotta va a stringersi in modo da farmi venire in mente la forma dell'abside di una chiesa. Ad un certo momento tutto l'ambiente mi ha fatto pensare allo spazio interno di una chiesa, di una grande basilica. Mi è sorto il pensiero che forse gli uomini costruiscono i luoghi religiosi, con le loro particolari forme, per rievocare l'ancestrale dimensione della grotta. Mentre ero dentro, mi sono immaginato di passarvi una notte, non perchè mi interessasse fare l'eremita, per nulla, ma solo per fare almeno una volta l'esperienza; per collegarmi in qualche modo con quegli esseri umani molto più antichi di me che, circa 14.000 anni fa pare, in quella grotta ci vivevano.
Un'altra considerazione che mi viene da fare riguarda il fatto che l'uscita della grotta si affaccia al mare e quindi provo ad immedesimarmi nell'anima di quegli uomini e quelle donne antiche quando, affacciandosi da quella che era la loro casa o il loro tempio, guardavano il mare. Il mare doveva avere per loro un significato molto diverso dal nostro: a quei tempi penso non esistevano mezzi per intraprendere navigazioni in mare aperto per cui nessuno andava per, e nussuno veniva mai dal mare. Cos'era allora il mare se non un luogo associato al mistero. Era un luogo, lontano, dove nessuno andava e da dove, forse, nessuno veniva. Ci si poteva solo spingere con la vista, in fondo, fino al punto in cui il mare finisce con una linea, là dove inizia il cielo, dimensione quest'altra associata anch'essa al mistero: anch'esso luogo che esiste, ma nel quale nessuno può andare e da cui nessuno, forse, può venire. Il mare e il cielo dunque; l'acqua e l'aria, i due elementi, diversi dalla terra e diversi anche dal fuoco. E cosa potevano pensare vedendo il sole, la luna, i pianeti e le stelle spuntare da sotto quella linea e poi vederli riimmergersi sotto la stessa linea. Che tipo di associazioni simboliche potevano sorgere nella loro coscienza di uomini antichi. Faccio fatica ad immaginarlo, da uomo moderno. Scavando nella grotta sono state trovate delle tombe. Perché seppellivano i corpi dei morti? Che immagine si facevano della morte? C'è un legame tra le tombe in questa grotta e la vista che da questa stessa grotta si ha del mare e le considerazioni che abbiamo fatte prima sul significato del mare e del cielo? Vedevano loro un collegamento tra la morte e luoghi che esistono ma non sono accessibili?
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 In questa e nelle foto che seguono si trovano le descrizioni uffiali del sito.
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